Madre & bambino

L’osteopatia, principi ed applicazioni

L’osteopatia è una filosofia, una terapia manuale e una scienza medica, non prevede l’utilizzo di farmaci, non si occupa di patologia ma della Salute.
Essa offre il suo contributo terapeutico in ogni condizione patologica, nel nome delle leggi naturali e delle forze vitali che governano la vita.
L’intervento osteopatico fonda i propri principi olistici sulla fisica, chimica, biologia, neurofisiologia e biomeccanica del corpo umano. Essa garantisce il ripristino equilibrato di tutte le suddette forze nel corpo, fisiche, chimiche e mentali, e garantisce di fatto i presupposti necessari alla guarigione, rispettando la relazione tra corpo-mente-spirito.
I principi biomeccanici alla base del concetto osteopatico riguardano tutti i piani di esistenza dell’uomo: fisico, mentale e spirituale. A differenza di altri approcci terapeutici, l’osteopatia “opera sulla qualità della vita” e studia l’individuo nella sua totalità: non fa diagnosi di Patologia, non si occupa del Sintomo, ma dello stato di Salute.

Il trattamento osteopatico incoraggia e supporta i principi omeostatici del corpo ed il suo equilibrio naturale.
L’intervento osteopatico è basato sull’unicità psico-fisica del paziente nell’istante preciso della consultazione, piuttosto che sulla definizione patologica in cui il paziente viene imprigionato e ridotto.
Ciò richiede un’attenta valutazione della sua fisionomia, costituzione corporale, stato psico-emotivo, capacità di recupero, postura, ampiezza dei movimenti attivi e passivi, vitalità espressa nella motilità viscerale, fasciale e nel ritmo cranio-sacrale.
Nella luce di tali presupposti, il quadro sintomatico acquisisce un’importanza secondaria (ad eccezione dei casi che mettono a rischio la vita o la stabilità psico-fisica del paziente), poiché viene inserito nella condizione globale dell’individuo in esame.
Ciò implica un distacco dell’intervento terapeutico dall’area in cui si manifesta il sintomo.

Su cosa può intervenire l’osteopatia? Premesso che l’osteopatia non cura patologie, ma promuove la capacità di recupero e guarigione del corpo ottimizzandone i processi fisiologici e fisici, il campo di azione dell’osteopatia ricopre:

  • Cervico e lombo algie;
  • Colpo di frusta, colpo della strega;
  • Nevralgie, artralgie e dolori reumatici;
  • Spasmi e crampi muscolari, capsulite adesiva;
  • Sindrome dell’intestino irritabile;
  • Costipazione, coliche neonatali;
  • Emorroidi;
  • Asma, cefalea, emicrania;
  • Otiti, sinusiti e reflusso gastro-esofageo;
  • Disfunzioni circolatorie periferiche;
  • Disfunzioni temporo-mandibolari e del sistema stomatognatico;
  • Malocclusioni ortodontiche;
  • Prolassi o spasmi del pavimento pelvico;
  • Dolori mestruali, lombalgie di gravidanza, cistite, infertilità;
  • Incontinenza;
  • Disfunzioni endocrine.

 

Per la madre

Un numero significativo di pazienti con problemi di tipo ginecologico (dolore ovulativo, varie infezioni pelviche) riferisce come principale disturbo un dolore a livello della pelvi e della colonna lombare. Alla base di questa sintomatologia algico-disfunzionale si osservano riflessi viscero-somatici che coinvolgono i segmenti spinali deputati all’innervazione del sito della patologia.
Sin dagli albori di questa medicina, gli osteopati hanno posto l’attenzione a come la donna incinta sia soggetto ad un aumento di peso, alterazioni meccaniche del sistema muscolo-scheletrico, in particolare alle curvature dorsale e lombare, presentando atteggiamenti di dismetria funzionale degli arti inferiori, che influenzano l’andatura. Il carico sostenuto durante la gravidanza rende il mal di schiena una delle principali cause di reclami da parte della paziente. Sebbene queste condizioni siano inevitabili, l’effettivo trattamento della disfunzione somatica allevia il disagio senza l’ausilio di farmaci e rende la gravidanza molto più tollerabile, eliminando le disfunzioni somatiche ed eliminando i loro collegamenti viscero-somatici, controllando le modifiche autonomico-emodinamiche del corpo materno, riducendo la durata del travaglio ed evitando le complicazioni.

L’osteopatia è così in grado di:

  • Facilitare l’involuzione corretta di tutti tessuti molli e delle articolazioni pelviche coinvolte nel parto;
  • Facilitare la mobilità o liberare blocchi nelle articolazioni del bacino;
  • Aiutare nella regolazione del periodo mestruale eliminando disturbi di dismenorrea, infertilità, diminuire gli effetti correlati alla menopausa come la frequenza e l’intensità delle vampate di calore, depressione, ansia e disturbi urologici correlati.

Il trattamento della disfunzione somatica nelle donne incinte può migliorare l’omeostasi, il comfort e le qualità di vita durante i cambiamenti fisiologici e strutturali della gravidanza.
È inoltre utile nel prevenire la progressiva disfunzione della schiena durante il terzo trimestre di gravidanza.

 

Per i bambini

L’osteopatia pediatrica è un trattamento riservato ai piccoli pazienti. Le tecniche osteopatiche applicate in pediatria sono gentili, atte a correggere disfunzioni somatiche che potrebbero causare disturbi funzionali del flusso di impulsi dei nervi cranici.
Questi sono probabilmente alla base di condizioni come:

  • Colica infantile, la quale nella sua peggiore manifestazione causa vomito intrattabile disturbi del sonno;
  • Il trattamento osteopatico nei primi mesi di vita è utile per i neonati con asimmetria posturale idiopatica infantile.
    Il meccanismo d’azione che porta i benefici è il ripristino delle strutture neuromuscolari alterate ad una normale configurazione e funzione anatomica, che a sua volta può normalizzare funzioni come le interazioni viscero-somatiche;
  • Compressione delle strutture craniali, le quali potrebbero alterare la posizione dell’osso temporale e disturbare il drenaggio alla tuba di Eustachio, portando ricorrenti otiti medie.
    L’otite media è una condizione comune nel bambino può avere seri effetti negativi se non trattata tempestivamente.
  • Reflusso Gastro-Esofageo, sempre più spesso il reflusso gastroesofageo dei neonati è tra le cause più frequenti di consultazione osteopatica in ambito pediatrico.
    Il reflusso del neonato è un fenomeno che si verifica nei primissimi mesi di vita, quasi sempre temporaneo e privo di conseguenze sulla salute.
    Il reflusso gastroesofageo consiste nella risalita dallo stomaco verso l’esofago e fino alla bocca del cibo ingerito con una poppata o un pasto. Ben quasi la metà dei bambini entro il terzo mese di vita manifesta fenomeni di reflusso. Nella gran parte dei casi il reflusso è dovuto ad una immaturità di sviluppo della valvola situata tra l’esofago e lo stomaco (il cardias) e cause del reflusso nei bambini e nei neonati possono essere davvero molteplici; tra queste anche situazioni di stress, di assunzione del pasto in modi o posizioni sbagliate, stati infiammatori viscerali in atto, situazioni traumatiche avvenute durante la gravidanza o al momento del parto.
    Le possibili complicanze del reflusso gastroesofageo del neonato mal curato sono diverse e tra queste possono esserci problematiche a carico delle vie respiratorie, dell’esofago, predisposizione all’infiammazione dei condotti uditivi (otiti) e al mal di gola causate dalla continuata esposizione di queste strutture e tessuti ai liquidi acidi gastrici.
    Il trattamento manipolativo osteopatico delle disfunzioni pediatriche può essere efficace e sicuro.
    L’osteopata interviene in più modi, cerca di definire quali possono essere le cause dal punto di vista osteopatico ed in particolare se sono presenti disfunzioni somatiche, cioè tessuti che necessitano di mobilizzazione e stimolo funzionale attraverso metodiche e tecniche manuali proprie dell’osteopatia”.
    La manipolazione osteopatica sui bambini è molto dolce, sia per rispetto della loro natura sia perché i tessuti dei neonati rispondono facilmente e, in alcuni casi, mostrano già una notevole modifica persino nell’immediatezza dell’applicazione tecnica.
    La dolcezza del trattamento nel neonato permette di lavorare durante la poppata o durante il sonnellino tra le braccia del genitore.
    Il trattamento manuale osteopatico in caso di reflusso gastroesofageo nel neonato prevede quasi sempre un approccio alle strutture dell’addome, del torace, del diaframma, del bacino e della testa con la finalità di liberare tessuti da restrizioni di movimento e ripristinare le giuste differenze pressorie delle cavità”
  • Torcicollo miogeno, si sente spesso dire che l’eziologia è sconosciuta. In realtà nella maggior parte dei casi è provocato dallo schiacciamento di alcuni nervi, in particolare l’XI nervo cranico (Accessorio), nel suo passaggio attraverso il forame giugulare, insieme al IX e X nervo, ed alla giugulare.
    L’osteopata interviene con una leggerissima pressione e dilatazione della sutura che si trova tra l’osso temporale e occipitale, per permettere la miglior fuoriuscita di questo nervo che va ad innervare i muscoli del collo e che quindi può dar luogo a questo dolore, con un risultato immediato.
  • Plagiocefalia, l’osteopatia ha un’altissima percentuale di completo successo, e si è rivelata di grande aiuto nei casi di plagiocefalia primaria. La plagiocefalia rappresenta una componente strutturale accessibile attraverso cui i fattori neurologici inaccessibili possono essere influenzati e cambiati”.
    Il percorso di studi da me conseguito mi ha permesso un’ottima preparazione a tale patologia permettendomi di partecipare ad un corso di pratica osteopatica specifico “ Il Bambino e Le DPC: Deformazioni Posizionali del Cranio”.
    È importante trattare questi bambini in fase precoce, già nella prima settimana di vita, e proseguire con regolarità per dare equilibrio tissutale alle zone di distorsione almeno sino ai 12-18 mesi. Già verso la fine del primo anno di vita è più difficile ottenere dei buoni risultati. In caso di plagiocefalia secondaria il trattamento prevede una serie di consigli da dare ai genitori sulla gestione a domicilio del bambino a cui si associano trattamenti manuali osteopatici per risolvere gli stiramenti articolari, membranosi e fluidici della base, del rachide cervicale e della colonna.
    Oltre al fattore estetico, che un’asimmetria cranica può produrre, è importante correggere le deformazioni per evitare che si instaurino disfunzioni funzionali. Una plagiocefalia può alterare la corretta funzionalità visiva di uno o di entrambi gli occhi, si viene a modificare la forma dell’orbita con conseguenze sia sul bulbo oculare che sui muscoli estrinseci che lo controllano; può sostenere problematiche all’orecchio, facilita l’insorgere di otiti a causa dell’alterazione della verticalità della tromba uditiva , può favorire l’insorgere di sinusiti a causa della deformazione dei seni del frontale, può produrre problematiche al sistema stomatognatico (bocca) e dell’ATM(articolazione temporo- mandibolare), sia attraverso le asimmetrie della faccia sia della mandibola, che si articola con l’osso temporale. Quest’ultimo a sua volta viene deformato dalla deformazione dell’occipite, arretrato o traslato anteriormente, può causare l’insorgere di scoliosi.
  • Alterazioni del Sonno, Il bambino riposa solo per un’ora o poco più? Irritato e inconsolabile piange continuamente, obbligando i genitori a notti insonni per mesi.
    Dopo avere escluso gravi patologie grazie alla valutazione pediatrica, la risposta può venire dall’osteopatia.
    L’osteopatia inquadra questo disturbo come la diretta conseguenza di lesioni somatiche del cranio del bambino e delle vertebre cervicali alte, a seguito del trauma del parto o di posizioni traumatiche assunte dal bambino durante gli ultimi mesi di gravidanza. L’osteopatia espleta la sua azione, normalizzando la struttura (anatomia del corpo) e agendo sulla sua mobilità (mobilità delle ossa del cranio e delle vertebre) per riequilibrare la funzione fisiologica.
    Il cervello di un neonato è in piena maturazione e soltanto le funzioni vegetative tra cui quella del sonno-veglia, sono pienamente espresse, per cui l’effetto di tali lesioni somatiche sarà qui maggiormente evidente, causando: disturbi del sonno ed irritabilità.

    Come agisce l’osteopatia?
    Alla nascita, la prima vertebra cervicale e i condili occipitali sono strutture cartilaginee (non ancora ossificate), che possono andare incontro a distorsioni a seguito delle pressioni esercitate dalle contrazioni dell’utero durante il parto. Tali ossa contraggono intimi rapporti con le strutture neurologiche implicate nella regolazione del ciclo sonno-veglia e sono:

    • Ganglio cervicale superiore
    • Sistema reticolare
    • Nervo vago

L’irritazione e la compressione di tali strutture nervose a opera dei tessuti di sostegno adiacenti (vertebre cervicali alte, ossa del cranio, prime vertebre dorsali e relative coste) possono dar luogo a un disturbo del ritmo sonno-veglia.
In altri casi, invece l’effetto del trauma può generare, se non dolore, quanto meno un forte disagio che si manifesta con irritabilità e pianto.
L’intervento dell’osteopata sarà orientato a diagnosticare queste disfunzioni somatiche e al loro trattamento. Il trattamento del neonato e del bambino si caratterizza per un approccio delicato e indolore che, nell’arco di alcune sedute, lo porterà a riacquistare un sonno regolare e restauratore, contribuendo a prevenire l’insorgere in futuro di ulteriori problematiche.

 

Conclusioni

In conclusione in moltissimi casi disturbi compromettenti il benessere di una madre e del proprio bambino hanno un’origine osteopatica; quindi una revisione osteopatica è assolutamente consigliata, in particolare durante il periodo dello sviluppo.

 

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