Osteopatia & arrampicata: Il ristoro del corpo e della mente

L’arrampicata, si rivela essere uno sport dove tutte le qualità’ umane hanno un’origine
osteopatica.
Pertanto un’analisi osteopatica e’ assolutamente consigliata, particolarmente se il
praticante si trova durante il periodo dello sviluppo.
Una buona preparazione atletica seguita da un guida osteopatica possono dare grandi
soddisfazioni e superamenti di tratti tecnici e complessi.
Per questo che un’azienda moderna come la Blockhous Climbing ha deciso di chiedere una
collaborazione ad un professionista osteopatico per poter conferire una sicurezza completa
ai sui iscritti.
Intanto per darvi un’idea della correlazione tra osteopatia e arrampicata vi diamo alcuni
principi basilari osteopatici e tecnica di arrampicata.

 

L’osteopatia: principi ed applicazione

L’osteopatia è una filosofia, una terapia manuale e una scienza medica, non prevede l’utilizzo
di farmaci, non si occupa di patologia ma della Salute.
Essa offre il suo contributo terapeutico in ogni condizione patologica, nel nome delle leggi
naturali e delle forze vitali che governano la vita.
L’intervento osteopatico fonda i propri principi olistici sulla fisica, chimica, biologia,
neurofisiologia e biomeccanica del corpo umano. Essa garantisce il ripristino equilibrato di
tutte le suddette forze nel corpo, fisiche, chimiche e mentali, e garantisce di fatto i
presupposti necessari alla guarigione, rispettando la relazione tra corpo-mente-spirito.
I principi biomeccanici alla base del concetto osteopatico riguardano tutti i piani di esistenza
dell’uomo: fisico, mentale e spirituale.

A differenza di altri approcci terapeutici, l’osteopatia
“opera sulla qualità della vita” e studia l’individuo nella sua totalità: non fa diagnosi di
Patologia, non si occupa del Sintomo, ma dello stato di Salute.
Riconosce l’esistenza di leggi che regolano l’universo interiore dell’uomo, ben oltre le semplici
reazioni biochimiche, favorendo il naturale processo di autoregolazione e autoguarigione del
corpo.
Il trattamento osteopatico incoraggia e supporta i principi omeostatici del corpo ed il suo
equilibrio naturale.
L’intervento osteopatico è basato sull’unicità psico-fisica del paziente nell’istante
preciso della consultazione, piuttosto che sulla definizione patologica in cui il paziente viene
imprigionato e ridotto.
Ciò richiede un’attenta valutazione della sua fisionomia, costituzione corporale, stato
psico-emotivo, capacità di recupero, postura, ampiezza dei movimenti attivi e passivi,
vitalità espressa nella motilità viscerale, fasciale e nel ritmo cranio-sacrale.
Nella luce di tali presupposti, il quadro sintomatico acquisisce un’importanza secondaria (ad
eccezione dei casi che mettono a rischio la vita o la stabilità psico-fisica del paziente), poiché
viene inserito nella condizione globale dell’individuo in esame.
Ciò implica un distacco dell’intervento terapeutico dall’area in cui si manifesta il sintomo.
Su cosa può intervenire l’osteopatia? Premesso che l’osteopatia non cura patologie, ma
promuove la capacità di recupero e guarigione del corpo ottimizzandone i processi
fisiologici e fisici, il campo di azione dell’osteopatia ricopre:

  • Cervico e lombo algie;
  • Colpo di frusta;
  • colpo della strega;
  • Nevralgie, artralgie e dolori reumatici;
  • Spasmi e crampi muscolari;
  • Capsulite adesiva;
  • Sindrome dell’intestino irritabile;
  • Costipazione, coliche neonatali;
  • Emorroidi;
  • Asma, cefalea, emicrania;
  • Otiti e sinusiti;
  • Disfunzioni circolatorie periferiche;
  • Disfunzioni temporo-mandibolari e del sistema stomatognatico;
  • Malocclusioni ortodontiche;
  • Prolassi o spasmi del pavimento pelvico;
  • Dolori mestruali, lombalgie di gravidanza;
  • Cistite, infertilità;
  • Incontinenza;
  • Disfunzioni endocrine;
  • Somato-emozionale.

L’Arrampicata

L’arrampicata è uno sport di destrezza, che richiede sforzo fisico e coinvolge praticamente
tutti i maggiori gruppi muscolari del corpo umano. Per questo motivo viene considerato un
allenamento full body completo.
È una disciplina complessa la quale aiuta a sviluppare coordinazione, equilibrio, mobilità
generale dell’intero fisico nel tentare il raggiungimento di un obiettivo ben definito, ovvero
raggiungere la vetta. Determina così un importante impatto benefico sulla componente
psicologica e mentale rafforzando la concentrazione, l’attenzione, la gestione delle risorse,
la valutazione e la soluzione dei problemi, l’autostima del soggetto sfidando i propri limiti,
e riducendo l’ansia e lo stress, tutti elementi che aiutano ad affrontare tutte le sfide
quotidiane.

 

Le tecniche di arrampicata

Le tecniche di arrampicata sono molte e piuttosto varie; possono risultare differenti in virtù
di caratteristiche peculiari di ciascuna persona quali, per esempio, lo stile individuale, le
conoscenze ricevute da “maestri” o arrampicatori più esperti, la conformazione fisica e il
coordinamento psicomotorio.
Una delle tecniche di insegnamento dell’arrampicata è quella che si basa sul metodo cosiddetto
“Caruso”, elaborato dall’alpinista e guida alpina Paolo Caruso.
Per conseguire lo scopo, Caruso ha individuato alcune posizioni e alcune progressioni
“fondamentali”. Tra queste, quella del cosiddetto “triangolo”, in cui la posizione del
baricentro del corpo resta sempre all’interno di un immaginario triangolo, appunto,
costituito da almeno tre punti di contatto con la parete di roccia (due piedi e una mano o
viceversa.

 

Chi può praticarla

L‘arrampicata sportiva si rivela essere uno sport alla portata di tutti, dai bambini fino
agli adulti in età avanzata, la quale richiede l’ausilio di un paio di scarpette e un
imbrago. Nel caso dei primi aiuta ad affinare gli schemi motori di base, la coordinazione
oculo-motoria, a migliorare l’equilibrio e a conferire una maggiore consapevolezza del
proprio corpo nello spazio verticale e orizzontale; per gli adulti è un’attività fisica completa,
un’alternativa valida ai classici monotoni cicli di esercizi in palestra, in quanto sviluppa la
forza, tonifica i muscoli, aumenta la flessibilità e la mobilità articolare.
Sia gli uomini che le donne, hanno i loro vantaggi nella pratica dell’arrampicata sportiva:
i climbers di sesso maschile hanno di norma il supporto di una massa muscolare più sviluppata,
in grado di agevolare le ascese che richiedono un approccio più diretto; le donne, d’altro canto,
godono solitamente di una maggiore agilità e della possibilità di raggiungere un grado di
apertura delle anche maggiore rispetto agli uomini, cosa che rende più semplice il superamento
di tratti più tecnici e complessi.

 

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio sono poi molto più contenuti di quello che si possa pensare, se si
seguono le regole di sicurezza, sia nell’attività indoor, che in quella in falesia.
La preparazione atletica dev’essere quindi specifica.
Spero di vedervi presto tutti per migliorare insieme il vostro benessere.

 

Scarica l’articolo in PDF